Shame and friends in prayer
In a book dense and beautiful " Politics of Beauty ", uno di quei libri che ti aprono nuove prospettive di pensiero e paradigmi di vita, James Hillman parla del " brutto e dell'enorme " che caratterizza le nostre città e condiziona la nostra vita quotidiana.
Pensiamoci un attimo: parliamo e discutiamo di superstrade, di treni ad alta velocità, di supercalcolatori, di surriscaldamento globale; frequentiamo super e ipermercati, abitiamo o lavoriamo in grattaceli, in grandi costruzioni.
Tutto questo (e altro beninteso) spiega Hillman crea " un ottundimento psichico che è il nostro attuale malessere, una anestesia della nostra sensibilità".
Tra i fattori per la cura dell'enormità e del brutto (ne riparleremo) Hillman indica anche la VERGOGNA. La vergogna che ci fa arrossire è un "vero e proprio afflusso divino, è l'emozione dell'ecologia".
E al riguardo cita questo bellissimo canto Navaho che, ogni giorno, dovremmo recitare come una preghiera, come un salvacondotto.
Mi vergogno di fronte alla terra;
mi vergogno di fronte ai cieli;
mi vergogno di fronte all'alba;
mi vergogno di fronte al crepuscolo;
mi vergogno di fronte al cielo azzurro;
mi vergogno di fronte alle tenebre;
mi vergogno facing the sun.
One of these things I am always watching.
are never out of their look.
0 comments:
Post a Comment